Wabi Sabi la dimora del vuoto

Wabi Sabi la dimora del vuoto
Wabi Sabi la dimora del vuoto ph. credits Stefania Giorgi

Wabi Sabi la dimora del vuoto.
Wabi Sabi come scelta di vita significa dare valore a concetti come: Tempo, Vuoto, Contemplazione; si potrebbe definire il Wabi Sabi una meditazione vivente, che attraversa i momenti della giornata con un atteggiamento di ascolto e una sensibilità estetica che è in grado di leggere la bellezza che si nasconde tra le pieghe del quotidiano. Una bellezza difficile da rintracciare e riconoscere.

Wabi Sabi è uno stile, ma è anche una filosofia, non ci sono limiti che separano il piano fisico dal piano del pensiero, né tantomeno dell’azione o della meditazione. Le cose fluiscono con naturalezza, da un piano all’altro. In questo stile di vita elusivo, c’è il tempo e la possibilità per essere più cose contemporaneamente.

Wabi Sabi, è  una voce giapponese, composta etimologicamente dai termini wabi 侘 povertà, semplicità e sabi 寂, che indica quella bellezza che nasce dal passare del tempo. In kanji è scritto 侘寂 ed è un concetto difficile da tradurre in italiano e impossibile da afferrare letteralmente.  

L’idea di vuoto è centrale nella filosofia Zen, rappresenta la possibilità di essere, è la nostra natura. Nella stanza della cerimonia del te, “la dimora del vuoto” tutti gli uomini sono uguali, si lascia fuori il rumore dei pensieri e si sperimenta la non-mente, il mu-shin (無心, non-mente).
Il concetto di Wabi Sabi nasce storicamente come reazione ad uno stile di vita ricco ed effimero, in cui anche l’estetica degli oggetti legati alla cerimonia del te era ridondante ed eccessivamente sontuosa. Siamo intorno al 1500 quando il maestro Sen no Rikyū (1522-1591) riforma la cerimonia del te, che si chiama cha no yu (che significa “acqua calda per il tè”) – in giapponese 茶の湯  o anche 茶道 (sadō) –  così come la conosciamo oggi, introducendo il concetto di 
Wabi Sabi per creare un ambiente più consono alla meditazione, improntato alla sobrietà. Le ceramiche cambiano a favore di forme eleganti ma essenziali, si lascia che la materia abbia uno spazio proprio con il quale entrare in risonanza, la tazza è una meditazione in sé.

Quindi Wabi Sabi è strettamente legato alle ceramiche della cerimonia del tè, che costituisce uno dei percorsi spirituali del buddismo Zen.

Così da un lato abbiamo un’estetica i cui codici sono l’asimmetria, la matericità , l’elemento vitale, i colori polverosi, a cui corrisponde dall’altro una filosofia che è uno stile di vita incentrato sulla capacità di vedere il bello nell’imperfetto e incompleto, così come è, nel trascorrere del tempo, nell’impermanenza. La creazione del Maestro ceramista incarna questi valori, che fanno parte di una visione più vasta. Lo Zen ha così la capacità di unire i diversi piani dell’esistenza, e di portare il bello, la meditazione, lo spirituale, fin nel gesto quotidiano che diventa sacro proprio per la capacità di vederne il valore, per la capacità di portare la meditazione della non mente fin nella tazza del te. In occidente il Wabi Sabi ha una connotazione più psicologica, a volte puramente estetica, a volte  filosofica, ma nasce originariamente come un intero, e proprio nella sua visione integra e vivente dimora la sua forza. Il vuoto è il fondamento, ciò che permette la contemplazione, l’ispirazione, la meditazione, la non azione e la non mente, ma permette anche l’azione, qualsiasi cosa verrà dopo.

Il vivente è di per sé asimmetrico e perfettamente imperfetto. Una bellezza elegante, libera nel gesto, porta pace a chi l’osserva, dando conforto all’anima. Nel vuoto zen si sperimenta l’Essere, il Senso. Non è richiesto fare nulla, non si osservano i pensieri, è il punto d’arrivo, come volare sopra le nuvole. Il Wabi Sabi è tutte queste cose insieme. Nell’asimmetria  vive l’amore per la libertà.

 

https://unaparolaalgiorno.it/significato/wabisabi

https://www.nihonjapangiappone.com/pages/comportamento/cerimoniate/dimoravuoto.php

https://www.watabi.it/blog/cultura-giapponese/cerimonia-del-te/

 

 

 

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

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