Come trovare la giusta Luce in fotografia


“L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

Qualche anno fa ho iniziato a domandarmi sull’essenza che volevo racchiudere nelle mie fotografie, durante gli studi in accademia gli insegnanti mi avevano consigliato di passare sempre attraverso un approccio artistico, in tale modo le fotografie erano davvero belle, altrimenti, altri approcci portavano a risultati deludenti.
In accademia abbiamo potuto utilizzare delle attrezzature notevoli, e provare tutto quello che si può provare. Ma, scegliere il come è una faccenda del tutto personale. Flash, luce naturale, luce continua, luce mista?
Cercando e ricercando ho trovato un post di un fotografo Dallas J. Logan, all’interno del suo blog, che parlava della luce.

La risposta di Logan alla domanda ricorrente sull’attrezzatura e sulla luce è stata profonda: non esiste una luce “migliore” definitiva; la scelta dipende dalla propria inclinazione. Questa intuizione mi ha spinto a selezionare la luce che risuonava con la mia sensibilità artistica, derivante dal mio background nell’arte, e a tradurla nella mia fotografia.

La mia scelta della luce non aderisce né alle tendenze attuali né all’ all’approccio ortodosso. Opto per luci continue tipicamente utilizzate nelle riprese video, spesso fondendole con la luce naturale. Questa fusione mi permette di articolare le emozioni che cerco di trasmettere. In definitiva, al di là delle tendenze, ogni individuo deve scoprire la luce che meglio racconta la propria storia.

Pertanto la domanda persiste: quale è la luce giusta per te?”

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MANUELA METRA

Manuela Metra è un’artista visiva contemporanea e Wabi Sabi ceramic artist, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti San Luca. Da oltre venticinque anni sviluppa una pratica plastico-pittorica che indaga la forza viscerale della materia attraverso la scultura contemporanea, l’estetica zen e i processi della trasformazione. Il suo lavoro prende forma mediante l’impiego di grès naturali, wild clay e pigmenti preparati personalmente. È fondatrice di Celadon – Wabi Sabi Academy, spazio dedicato allo studio della ceramica, alla sperimentazione sulla materia e all’approfondimento del rapporto tra terra, acqua e forma.