Resilienza e Bellezza: Il Viaggio Interiore Attraverso l’Arte

Sono sempre stata affascinata dal potere del cambiamento, dalle nuove sfide che porta con sé e dalla resilienza che emerge da ogni trasformazione, sia essa tangibile, come riarredare una casa o acquistare un abito, sia più sottile e interiore, come un nuovo amore, un’avventura, o l’inizio di un nuovo percorso lavorativo.

Tuttavia, ci sono cambiamenti profondi che non arrivano a cuor leggero, quelli che si presentano come lunghe e complesse metamorfosi, spesso annunciati da notizie che ci sfuggono al controllo. È in questi momenti che dobbiamo attivare la nostra resilienza, elaborare un piano d’emergenza e considerare tutte le possibilità che si aprono davanti a noi.

Ho notato nel tempo che la percezione di questi cambiamenti radicali può fare la differenza tra un esito felice e un lungo tormento. Per me, abbracciare una visione positiva è diventato un esercizio personale, e in questo senso il libro “Uno Psicologo nel Lager” di Viktor Frankl è stato illuminante. Frankl, attraverso la sua esperienza nei lager, ci mostra che coloro che mantengono un atteggiamento positivo e continuano a sperare in un futuro sono quelli che riescono a sopravvivere, nonostante le avversità.

Il punto centrale del libro di Frankl è che chi riesce a vedere la bellezza anche in una situazione difficile come quella del Lager, riesce a sopravvivere. Sottolineando la capacità di vedere la bellezza anche in situazioni che farebbero credere il contrario. Chi sopravviveva erano coloro che riuscivano a coltivare un senso del bello e a nutrirsene. Nel senso estetico, nella capacità di cogliere la bellezza risiede un aspetto legato all’intelligenza positiva e alla resilienza.

Quando ci apriamo alla possibilità del cambiamento, inizia la vera avventura. È un viaggio interiore che richiede di trovare il nostro centro e eliminare ciò che è superfluo, come quando ci prepariamo per un viaggio nel mondo fisico. Non sarà facile, ma sarà un’avventura arricchente, piena di crescita e opportunità.

Fare arte, in particolare, ci insegna a coltivare queste qualità, trasformando le sfide in opportunità e trovando la bellezza anche nei momenti più difficili.

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MANUELA METRA

Manuela Metra è un’artista visiva contemporanea e Wabi Sabi ceramic artist, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti San Luca. Da oltre venticinque anni sviluppa una pratica plastico-pittorica che indaga la forza viscerale della materia attraverso la scultura contemporanea, l’estetica zen e i processi della trasformazione. Il suo lavoro prende forma mediante l’impiego di grès naturali, wild clay e pigmenti preparati personalmente. È fondatrice di Celadon – Wabi Sabi Academy, spazio dedicato allo studio della ceramica, alla sperimentazione sulla materia e all’approfondimento del rapporto tra terra, acqua e forma.