Manuela Metra
Abitare la Bellezza Imperfetta
IL COLORE ASCOLTA
Pittura astratta e informale — superfici come campi sensoriali
Ogni tela e ogni carta nascono da un atto di ascolto profondo: un suono, una luce, un’emozione prima delle parole. Il colore non descrive, ma trasmuta la sostanza. La materia si stratifica dove il controllo cede il passo alla presenza pura.
WABI SABI PAINTINGS
Surfaces
Watercolours
DIALOGHI CON LA TERRA
Scultura in Argilla e Forme per il Quotidiano — L’Intimità dell’Oggetto
Forme nate dall’interazione tra geologia, corpo e fuoco. Attraverso l’estetica Shibui, la terra cruda e la scultura in argilla celebrano l’asimmetria, la crepa e l’incompiuto, elevando l’oggetto quotidiano a pezzo unico da abitare con i sensi.
ECO TEMPORALE
Fotografia Fine Art — La Poetica dell’Ombra
Scatti focalizzati sulla transitorietà della luce, sulla traccia del tempo e sulle consistenze della superficie. La fotografia come frammento visivo dell’impermanenza.
PERFORMANCES
E PROGETTI
RENDERE VISIBILE L’INVISIBILE
Oltre il suono: la musica ci parla
Rendere visibile l’invisibile è un ciclo di azioni performative e transpersonali nate all’interno del progetto “Oltre il suono: la musica ci parla”, promosso dalla Fondazione La Società dei Concerti presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi.
Attraverso la pittura d’azione e la sintonizzazione somatica, la ricerca di Manuela Metra si fa tramite tra la vibrazione sonora — per sua natura effimera e intangibile — e la superficie della tela. Il gesto asseconda il ritmo e il respiro dei musicisti, accogliendo l’impermanenza del suono e traducendola in stratificazioni materiche permanenti. L’azione sul palco non è una semplice esecuzione pittorica, ma un dispositivo di cura e connessione profonda che rende visibile l’invisibile, unendo il pubblico e gli esecutori in un unico campo di risonanza sensoriale.
Atto I — Anna Tifu Tango Quartet
Azione performativa dal vivo, Conservatorio di Milano, Primavera 2026.
Concept: La tensione emotiva e la dinamica del tango argentino vengono decostruite e fissate sulla tela attraverso pigmenti puri e campiture sature.
Atto II — Tutto Liszt (Pianista: Vsevolod Zavidov)
Azione performativa dal vivo, Conservatorio di Milano, Primavera 2026.
Concept: La complessità architettonica dei Dodici Studi Trascendentali di Liszt si traduce in un processo di astrazione formale guidato dall’urgenza del gesto.
Atto III — Gran Galà (Ivanna Speranza & Ramin Bahrami)
Azione performativa dal vivo, Conservatorio di Milano, Primavera 2026.
Concept: Il segno pittorico si sintonizza con il rigore e la sacralità delle arie di Johann Sebastian Bach, celebrando la ferita, il vuoto e la rigenerazione della materia in dialogo con la voce e il pianoforte.
Fotografie di Silvia Varrani Courtesy Soconcerti
Manuela Metra è un’artista visiva multidisciplinare la cui ricerca individua nell’arte un dispositivo di cura, purificazione e sintonizzazione somatica. Attraverso una pratica che unisce pittura d’azione, scultura in argilla, fotografia e azioni performative, l’artista esplora l’accettazione dell’impermanenza e la sacralità del vuoto, traducendo il processo estetico in un cammino evolutivo di guarigione e consapevolezza transpersonale.
Ispirata profondamente dalle poetiche dell’Estremo Oriente e dal rigore concettuale di maestri come Park Seo-Bo, la ricerca di Manuela Metra non si limita alla produzione di oggetti contemplativi, ma indaga la materia — dal pigmento sulla tela alla terra cruda delle sculture — come uno specchio fenomenologico dell’io. In questa visione, la ferita, la fessura e l’errore controllato (secondo l’estetica del Wabi-Sabi e dello Shibui) non sono elementi di disturbo, ma epifanie generative della forma e tracce di una vulnerabilità condivisa.
Parallelamente alla ricerca solitaria in studio, l’artista ha codificato un proprio metodo organico che unisce le pratiche meditative della Mindfulness (MBSR), la forza plastica della Clay Therapy e l’attivazione del colore inteso come vero e proprio ente spirituale. Questo approccio estende il fare arte a contesti relazionali, formativi e aziendali (Corporate), in cui l’intervento guidato dall’artista si configura come un’azione collettiva volta a curare le fratture interne, sintonizzare i gruppi e ricostruire un’ecologia profonda del pensiero e dell’azione. Espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e lavora all’interno del suo Atelier a Milano come nucleo di costante ricerca trasformativa.