Il koan della vita quotidiana

Fiori su fondo bianco ripresi da Manuela Metra fine art Milano
Il Koan della vita quotidiana

Il koan della vita quotidiana

Le stesse mani.

Quelle che modellano la terra.

Quelle che stendono il colore.

Quelle che lavano, raccolgono, preparano, attraversano il quotidiano.

Non due.

Una sola presenza.

Per molto tempo ho osservato la distanza che sembrava esistere tra il gesto creativo e i gesti necessari della vita.

Da una parte il tempo dell’arte, della ricerca, della contemplazione.

Dall’altra il tempo delle cose da fare, delle piccole azioni che sostengono l’esistenza.

Poi, lentamente, qualcosa ha iniziato a mostrarsi.

Forse la distanza era soltanto un’idea.

Non due

Le mani che modellano l’argilla sono le stesse che aprono un rubinetto, sistemano una stanza, preparano da mangiare.

La materia non conosce gerarchie.

L’acqua che scorre sulle mani appartiene allo stesso mondo della terra che prende forma sotto le dita.

Il colore, la grafite, l’argilla non chiedono di essere separati dalla vita.

Accadono.

Il gesto creativo non inizia quando lasciamo il quotidiano.

Forse inizia quando siamo completamente presenti in ciò che facciamo.

Il gesto

Un giorno stavo lavorando alle poesie che avevo illustrato.

Ero dentro quelle atmosfere rarefatte che appartengono alla lettura, alla pittura, al pensiero.

Leggevo Montale.

“e andando nel sole che abbaglia
scoprire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio”

Proprio su quella parola, travaglio, la vita mi ha richiamata.

La lavastoviglie aveva deciso di terminare il suo percorso.

Davanti a me: piatti.

Molti piatti.

E in quel momento, con una certa ironia, il quotidiano ha mostrato ancora una volta il suo insegnamento.

Non c’era una caduta.

Non c’era un ritorno forzato alla realtà.

C’era soltanto un altro gesto.

Un altro movimento delle mani.

Presenza

Forse il koan della vita quotidiana non è trovare il modo di liberarci da ciò che interrompe la nostra ricerca.

Forse è riconoscere che non c’è nulla da interrompere.

L’arte non vive in un luogo separato.

È nel modo in cui guardiamo.

Nel modo in cui tocchiamo.

Nel modo in cui attraversiamo ciò che accade.

Anche un gesto semplice può contenere una forma di attenzione.

Anche un gesto ripetuto può diventare presenza.

La mano che dipinge e la mano che lava sono la stessa mano.

Il quotidiano non è ciò che allontana dalla creazione.

È il luogo in cui la creazione cè.

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MANUELA METRA

Manuela Metra è un’artista visiva contemporanea e Wabi Sabi ceramic artist, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti San Luca. Da oltre venticinque anni sviluppa una pratica plastico-pittorica che indaga la forza viscerale della materia attraverso la scultura contemporanea, l’estetica zen e i processi della trasformazione. Il suo lavoro prende forma mediante l’impiego di grès naturali, wild clay e pigmenti preparati personalmente. È fondatrice di Celadon – Wabi Sabi Academy, spazio dedicato allo studio della ceramica, alla sperimentazione sulla materia e all’approfondimento del rapporto tra terra, acqua e forma.