
Il koan della vita quotidiana
Le stesse mani.
Quelle che modellano la terra.
Quelle che stendono il colore.
Quelle che lavano, raccolgono, preparano, attraversano il quotidiano.
Non due.
Una sola presenza.
Per molto tempo ho osservato la distanza che sembrava esistere tra il gesto creativo e i gesti necessari della vita.
Da una parte il tempo dell’arte, della ricerca, della contemplazione.
Dall’altra il tempo delle cose da fare, delle piccole azioni che sostengono l’esistenza.
Poi, lentamente, qualcosa ha iniziato a mostrarsi.
Forse la distanza era soltanto un’idea.
Non due
Le mani che modellano l’argilla sono le stesse che aprono un rubinetto, sistemano una stanza, preparano da mangiare.
La materia non conosce gerarchie.
L’acqua che scorre sulle mani appartiene allo stesso mondo della terra che prende forma sotto le dita.
Il colore, la grafite, l’argilla non chiedono di essere separati dalla vita.
Accadono.
Il gesto creativo non inizia quando lasciamo il quotidiano.
Forse inizia quando siamo completamente presenti in ciò che facciamo.
Il gesto
Un giorno stavo lavorando alle poesie che avevo illustrato.
Ero dentro quelle atmosfere rarefatte che appartengono alla lettura, alla pittura, al pensiero.
Leggevo Montale.
“e andando nel sole che abbaglia
scoprire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio”
Proprio su quella parola, travaglio, la vita mi ha richiamata.
La lavastoviglie aveva deciso di terminare il suo percorso.
Davanti a me: piatti.
Molti piatti.
E in quel momento, con una certa ironia, il quotidiano ha mostrato ancora una volta il suo insegnamento.
Non c’era una caduta.
Non c’era un ritorno forzato alla realtà.
C’era soltanto un altro gesto.
Un altro movimento delle mani.
Presenza
Forse il koan della vita quotidiana non è trovare il modo di liberarci da ciò che interrompe la nostra ricerca.
Forse è riconoscere che non c’è nulla da interrompere.
L’arte non vive in un luogo separato.
È nel modo in cui guardiamo.
Nel modo in cui tocchiamo.
Nel modo in cui attraversiamo ciò che accade.
Anche un gesto semplice può contenere una forma di attenzione.
Anche un gesto ripetuto può diventare presenza.
La mano che dipinge e la mano che lava sono la stessa mano.
Il quotidiano non è ciò che allontana dalla creazione.
È il luogo in cui la creazione cè.