Hasselblad 500 C/M

Hasselblad 500/CM
Hasselblad 500/CM

Nell’era digitale, che non demonizzo, ma anzi utilizzo e apprezzo le sue ovvie qualità, esiste un modo per combinare la fotografia con la meditazione, mantenendo vivo il processo artistico. Quando ero ragazza e lavoravo nello prestigioso studio fotografico Artic0, entrai in contatto con una macchina fotografica affascinante, l’Hasselblad. A volte caricavo la pellicola con mani tremanti, temendo di perdere uno scatto o semplicemente di fare un errore che avrebbe potuto invalidare il lavoro. Di quel periodo conservo vari ricordi: la Hasselblad, la camera oscura, un luogo di alchimia, la stanza dell’esposizione per i ritratti, tutto basato su professionalità, competenza tecnica e tradizione.

L’atto dello scatto portava con sé un peso significativo. Anni dopo, dopo aver studiato arte, maneggiando tonnellate di terra per la ceramica e sepolta viva in tele di metri quadri per i miei dipinti, sono tornata alla fotografia e alla macchina fotografica. Ho comprato un vecchio obiettivo  e alla fine la mia Hasselblad 500 C/M. Mentre caricavo la prima pellicola, le mie mani tremavano proprio come vent’anni fa, sommersa da un mare di ricordi e termini tecnici.

Guardare attraverso il mirino, comporre una fotografia in medio formato, mettere a fuoco… sembrava di entrare in un altro mondo, un mondo di storia e cose durature. La mia Hasselblad, come tutto nella sua serie, non ha bisogno di batterie; è interamente meccanica, fonte di sorpresa e sollievo.

Così è iniziato un viaggio che sembra simile a una meditazione. Ogn’ uno dei 12 scatti disponibili è studiato e attentamente pensato. Poi, una corsa dallo stampatore per lo sviluppo e i provini a contatto, pronti dopo una settimana. Stampare in bianco e nero, una decisione cruciale, è quasi un mondo separato: parole come ‘neri vellutati’, ‘bianchi morbidi’, ‘bianco perla’ e ‘composizione’ dominano la conversazione. La profondità di campo diventa una questione dell’anima, intrecciata con ogni aspetto dello scatto.

Quando raccolgo il lavoro, sono ‘quella che fa Fine Art’. Scultura significa volume, pittura superficie e fotografia una pittura realizzata con la luce. La cosa incredibile di questa macchina è la sua adattabilità: collegare un flash, montare un dorso digitale: si trasforma in una fotocamera digitale, ma resta la stessa. Nuova pellicola, a colori o in bianco e nero, non ci sono limiti, solo opportunità per uno strumento nato da una grande mente.

È incredibile pensare che tutto sia iniziato per me vent’anni fa, evolvendosi in un amore che nemmeno sapevo di avere: una vita, un amore.

Il processo artistico può essere preservato in qualsiasi azione. Ha inizio dentro di noi, trovando lo strumento giusto. Fermarsi per scattare è un’opzione; decidere che non è il momento giusto, riservarlo per un altro momento, è altrettanto valido.

manuelametra
manuelametra

Ciao, sono Manuela! Sono una ceramista e artista italiana con una passione per le potenzialità espressive dell’argilla. Con l’amore per l’estetica Wabi Sabi e la bellezza dell’imperfezione, creo ceramiche su misura, dipinti e fotografia d’arte. Il mio studio, immerso nell’affascinante città di Milano, è una scatola magica dove la creatività corre selvaggia e la bellezza è abbondante. Se stai cercando di portare un tocco di magia nella vita di tutti i giorni o semplicemente stai cercando di esplorare il tuo lato creativo attraverso l’arte terapia io sono qui per ispirarti e incoraggiare il tuo viaggio. Porto l’arte nel mondo e celebro la bellezza in ogni momento. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per le menti creative.

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