
Apollo e Dioniso: il linguaggio artistico
La terra non conosce il progetto.
Conosce soltanto la mano che la sfiora.
Cristina prende un pezzo di terra.
Mi dice che vorrebbe modellare come un’artista che ama.
Lavora lentamente. Cerca la misura.
Poi, quasi senza accorgersene, la materia cambia direzione.
Si apre.
Si rompe.
Si crepa.
Lei si ferma.
«Non era quello che volevo fare.»
Guardo il suo lavoro.
Penso che forse sia proprio lì che comincia.
Materia
Succede spesso.
Entriamo nell’atelier portando un’immagine. Un artista che ammiriamo, una pittura che vorremmo avvicinare, una forma che ci sembra capace di raccontare ciò che ancora non sappiamo dire.
Poi la materia prende un’altra strada.
Le mani sembrano sapere qualcosa che il pensiero non aveva previsto.
L’argilla non cerca di imitare. La grafite non cerca di convincere. Il colore non si domanda se stia facendo la cosa giusta.
Rispondono al gesto. Manifestano ciò che sono.
Ed è proprio in quel gesto che, a volte, compare qualcosa di inatteso.
Forma
Mi colpisce il momento in cui una persona guarda il proprio lavoro e dice: «Non è bello.»
Quasi sempre, quella frase significa altro.
Vuol dire: non assomiglia all’immagine che avevo in mente.
Ma la distanza da un modello non coincide con l’errore.
I Greci raccontavano questa tensione attraverso due figure.
Apollo custodisce la misura, la chiarezza, la forma.
Dioniso porta il movimento, la materia, ciò che ancora non ha un confine.
Nessuno dei due basta da solo.
Ogni ricerca creativa attraversa entrambi e entrambi li contiene.
Trovare la strada non significa scegliere tra Apollo e Dioniso, ma riconoscere il modo in cui dialogano dentro ciascuno di noi.
In che misura?
Presenza
Con il tempo ho imparato a fidarmi di ciò che emerge.
Un lavoro materico non è necessariamente privo di luce.
Un segno irregolare non è quasi mai un errore.
Una forma inattesa può essere l’inizio di un linguaggio vivente.
Forse il percorso più difficile non è imparare a fare ciò che ammiriamo e di cui c’è l’immagine mentale.
È riconoscere ciò che, attraverso le nostre mani, cerca di prendere forma.